Diagnosi psicologica

Scritto da Clips.

In ambito clinico la diagnosi è legata alla formulazione di un profilo psicologico relativo al funzionamento mentale del soggetto indispensabile alla prognosi e ad un’eventuale indicazione terapeutica specifica.

L’approccio psicodinamico alla diagnosi psicologica si configura come un’attitudine clinica (Korchin, 1976), un modo di pensare, che dispone il diagnosta a comprendere il soggetto nella sua totalità, ossia nella straordinaria specificità dell’organizzazione affettivo-cognitiva del suo mondo interno/esterno.

Si può parlare di diagnosi come “percorso”, per sottolineare la natura processuale della valutazione clinica, come forma complessa di conoscenza il cui oggetto di studio è la realtà psichica della persona nella sua unicità irripetibile (Scafidi Fonti, 2004).

La diagnosi psicologica o psicodiagnosi è un processo di conoscenza (dall’etimologia, “conoscenza attraverso”) tra psicologo o psichiatra e un individuo, in un rapporto interpersonale durante il quale l’esperto, servendosi della metodologia e degli strumenti della psichiatria, della psicologia clinica e della psicometria (osservazione, colloquio e test psicologici) raccoglie informazioni che gli permettono di compiere un’analisi ed una descrizione della personalità ( Falcone A., 1999).

Il modello proposto dalla medicina tradizionale ha per scopo prioritario quello di riconoscere segni che identifichino o escludano una patologia (psichica nello specifico) e misurare capacità, abilità e tratti di personalità, che si presuppongono presenti e quantificabili nell’individuo.

Pur integrando tali aspetti significativi, la diagnosi psicologica si inserisce in un paradigma relazionale e processuale: la diagnosi è un percorso complesso, seppur misurabile e quantificabile, volto all’indagine degli aspetti della personalità attraverso l’osservazione della relazione instaurata con il clinico, che diventa strumento conoscitivo.

La diagnosi psicologica è una diagnosi “attuale”, aspetto rilevante della definizione che evidenzia sì una categorizzazione, ma potenzialmente modificabile in senso evolutivo. Una diagnosi attuale è uno strumento di lavoro, non uno stigma.

Obiettivi

Una psicodiagnosi clinica tende ad evidenziare:

la relazione tra la problematicità portata dal paziente e la sua struttura di personalità, che diviene oggetto d’indagine anch’essa

la presenza e il grado di patologie presenti e valutazione di cronicità di un eventuale disturbo

il potenziale di cambiamento in base ad un trattamento

Si propone, inoltre, di conoscere la storia personale, lo stile di vita, le capacità e le risorse del paziente, nella situazione attuale e antecedente la consultazione.

Fine ultimo è quindi la promozione del benessere attraverso un trattamento eventuale o semplicemente grazie all’acquisizione da parte del paziente di maggiore consapevolezza di sé favorita dalla restituzione effettuata dal clinico a seguito del processo diagnostico stesso (Falcone A, 1999).

Fonte
Psicodiagnosi, a cura di Eleonora Carotenuto www.interazioneclinica.it/glossariolettereOP.php 

Bibliografia: Le attuali frontiere della psicologia clinica, Mario Fulcheri, Centro Scientifico Editore, 2005, Torino
Psichiatria psicodinamica, Gabbard G.O., Raffaello Cortina ed., 2003, Milano
La diagnosi psicoanalitica, Mc Williams N. Astrolabio, 1999, Roma
Diagnosi clinica, teoria e metodo , Falcone A., Borla, 1999, Roma